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Territorio e Ambiente – La ricerca geologica (30/10/2025)

Il 30  ottobre alle ore 18:30 presso la sala consiliare del Castello dei Da’ Peraga, l’Università Aperta Vigontina, con il patrocinio dell’amministrazione Comunale di Vigonza, propone la seconda delle serate di divulgazione scientifica del 2025 che sono intitolate “Ambiente e territorio.
 
Il seminario ha come tema “La ricerca geologica – Scoprire, capire e proteggere il territorio” ed è tenuto dalla dott.a Sara Callegaro.
Ricercatrice in petrologia (*) all’Università di Bologna dal 2024, ha lavorato sulla vulcanostratigrafia e sulla ricostruzione delle sorgenti del mantello di grandi provincie magmatiche (Central Atlantic Magmatic Province, l’Oslo Rift e i Siberian Traps). 
 
Con il progetto  DEGAS (**)  ha vinto nel 2024 un prestigioso bando dell’European Research Council (ERC), l’organismo dell’Unione europea che finanzia i ricercatori di eccellenza di qualsiasi età e nazionalità che intendono svolgere attività di ricerca di frontiera negli Stati membri dell’UE o nei paesi associati.
 
 (*) La petrologia  è la scienza che studia, descrive e classifica sistematicamente le rocce in quanto aggregati di minerali, indagandone la natura chimica e mineralogica (petrochimica), la genesi e le trasformazioni (petrogenesi).
 (**) Progetto DEGASDeconvoluzione di sorgenti e pozzi di carbonio e zolfo nei magmi per ricostruire il degassamento da grandi province ignee.

RELAZIONE

Questa relazione espone i temi sviluppati durante il seminario dalla dott.a Sara Callegaro.

Può essere un’aiuto alla visione del filmato, ma si invita comunque a vedere la registrazione del seminario, perché presenta, in modo semplice e talora anche simpatico, il dettaglio delle informazioni citate e le immagini chiarificatrici di quando trattato.

Che cos’è la geologia

(video 00:01:37) La dott.a Sara Callegaro, ci informa che la geologia è la scienza che studia la terra in tutti gli aspetti.

Infatti, ne analizza:
  • la collocazione nel sistema solare (visione mega);
  • la composizione concentrica della sua struttura (crosta, mantello e nucleo);
  • le forze che agiscono dal suo interno con processi vulcanici, sismici e tettonici che danno vita all’orogenesi;
  • l’evoluzione subita dal paesaggio nel tempo e
  • la composizione delle singole rocce.

 

Scala temporale e scala dimensionale

(video 00:04:44) Il geologo lavora su ordini di grandezza enormi dal punto di vista sia della scala temporale sia della scala dimensionale.Infatti il tempo geologico va da 4,5 miliardi di anni fa ad oggi, e l’estensione degli studi geologici partono dalle dimensioni mega della terra nel sistema solare e della tettonica a placche, per arrivare ai macro studi di ampie aree di territorio, ai meso analisi dei campioni di roccia che si possono prendere in mano, alle micro strutture viste al microscopio ottico o ai pico componenti atomici studiati al microscopio elettronico.

(video 00:10:11) Dovendo passare dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo molte sono le professioni che un geologo può prendere. Il problema è che, per quanto la richiesta diventi sempre più grande, anche a causa dei cambiamenti climatici, non solo si riscontra oggi una carenza di questi professionisti, ma in prospettiva si vede che tendono ulteriormente a diminuire.

Metodo scientifico

(video 00:19:22) La nostra relatrice Callegaro ci dà un esempio di metodo scientifico applicato alla geologia, attraverso il suo attuale lavoro di ricerca: lo studio delle grandi province magmatiche, ossia dei luoghi in cui nel passato c’erano dei mega-vulcani.
All’epoca in corrispondenza con l’emorragia di magma si sono formati ambienti molto particolari, in cui la vita era se non impossibile almeno molto ardua, e contemporanee estinzioni di massa.

Considerato che attualmente a causa delle attività umane si registrano grandi emissioni di gas tossici in atmosfera (anidride carbonica, anidride solforosa, acido cloridrico, …), come nel periodo delle antiche province magmatiche , l’obiettivo è capire cosa possiamo aspettarci continuando a rilasciarli in così grande quantità.

 

Progetto CARG

(video 00:27:23) Ci ha illustrato l’importanza del progetto di cartografia geologica CARG, avviato in Italia e in attesa di essere completato.

 E’ fondamentale per pianificare lo sviluppo e la gestione di un territorio.


La formazione della Pianura Padana

(video 00:32:35) Ci ha spiegato che la Pianura Padana si è formata grazie alla deposizione di sedimenti trasportati a valle da “fan conoidi di detriti (video 00:36:03), ossia da ventagli di materiali scesi dai fianchi delle Alpi e degli appennini che la circondano.

(video 00:37:45) In questo ambiente si sono formati i fiumi prima nella forma di canali intrecciati, poi di canali sinuosi e infine di canali a meandri.

Nel passaggio tra questi stati, nel terreno restano i segni di antichi tratti di fiume detti paleoalvei

(video 00:40:58) A Vigonza si trovano i paleoalvei del Brenta, a Padova quelli del Bacchiglione.

(video 00:47:59) Il fatto che i sedimenti si siano fermati per formare la pianura padana è dovuto al fenomeno di subsidenza, il lento abbassamento del suolo causato da fattori naturali come la compattazione del terreno e i movimenti tettonici. E’ un sistema in equilibrio ma fragile, per cui bisogna stare attenti a non creare perturbazioni.

 

Domande varie

Al termine, la prof.a Sara Callegaro non si è sottratta alle domande del pubblico presente.

(video 01:00:47) Le metropolitane sotterranee sono dei potenziali ecomostri, perché possono provocare danni alla circolazione delle acque sotterranee e l’inquinamento delle falde. E’ per questo motivo che la loro progettazione è così complessa e sofisticata.

(video 01:02:02) Ha citato degli studi che cercano di capire perché continua a diminuire il numero di geologi, quando notevoli sono sbocchi professionali ed accademici di questo indirizzo di studi.

(video 01:04:14) Ha spiegato come si possa utilizzare per irrigazione l’acqua ritenuta non potabile, in quanto i parametri per le piante sono meno stringenti di quelli destinati al consumo.

(video 01:08:48) Ha chiarito l’origine del termalismo di Abano, che non dipende da vulcanismo, ma dal fatto che l’acqua sotterranea proveniente dai Monti Lessini e dalle Prealpi Venete penetra nel terreno fino a una profondità di 2000-3000, scaldandosi per effetto di fenomeni geotermici. Siccome risale velocemente in prossimità di Abano, grazie a una faglia non sismogenica impermeabile, quando arriva in superficie la sua temperatura è ancora molto alta.

(video 01:13:59) Diversamente in Toscana il termalismo è generato da vulcanismo.

(video 01:14:58)Infine ha affermato che il dragaggio dei fiumi può provocare forti squilibri al territorio, perché interviene sul profilo fluviale. 

 

Vigonza, 01/11/2025           Daniela Corso

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