Relazione
MANGIARE SOTTO LO SGUARDO DI JOHN LENNON
Il 17 gennaio l’Università Aperta Vigontina ha visitato le Cucine Economiche Popolari di Padova.
Ci ha accolto Suor Albina, la direttrice del centro, con la sua gentile fermezza.
Nella sala adibita a mensa ci ha raccontato la storia del CEP dalle sue origini ai giorni nostri. Opera assistenziale aperta nel 1882 per soccorrere i poveri, dalla signora Stefania Ezterodt Omboni di religione protestante, è diventata una bandiera della chiesa cattolica padovana quando il Vescovo Giuseppe Callegari ha raccolto l’invito della fondatrice ad entrare nell’organizzazione. A seconda del periodo storico, le cucine hanno aperto i battenti a persone di diverse categorie sociali: operai e studenti quando mancavano le mense, nullatenenti, persone dimesse dagli ospedali psichiatrici, anziani soli, ex-carcerati, … Oggi in particolare aiutano soprattutto immigrati di 89 nazioni diverse.
La gestione è affidata all’ordine delle suore terziarie francescane Elisabettine, che sono coadiuvate da 16 dipendenti e circa 200 volontari.
I servizi, nati come solo opera di sussistenza, si sono allargati nel tempo a vari servizi alla persona.
(informazioni dettagliate si trovano nel sito la storia delle cucine economichepopolari )
Durante la nostra a visita abbiamo ricevuto un’impressione di serenità, efficienza e pulizia.
Al primo piano l’ambulatorio medico, così luminoso e pulito, e la farmacia, provvista di prodotti raccolti dal Banco Farmaceutico o acquistati, sono luoghi in cui le persone che non hanno l’assistenza sanitaria, possono trovare medici ed infermieri a cui rivolgersi per i propri disturbi.
Nell’interrato le docce, attrezzate anche di asciugamani, sono a disposizione degli ospiti che non hanno posto in cui lavarsi, e il guardaroba, dove ogni capo di abbigliamento è ordinatamente catalogato e piegato, è a disposizione di chi ha necessità di vestirsi.
Nell’ora del pranzo gli ospiti entrano ordinatamente senza fare confusione e si accostano con calma agli sportelli di distribuzione del cibo.
Sul lindo vassoio vengono posizionati un primo, un secondo, un contorno e un po’ di frutta, scegliendo tra due o tre tipi di possibilità. Quando siamo arrivati noi c’era anche una fetta di panettone.
Quasi tutto il pasto è costruito con gli alimenti che i supermercati donano quando sono prossimi alla scadenza. Per questo motivo i costi anche per i paganti come noi sono estremamente bassi: 6 € per un pasto completo. Ovviamente è ben accetta un’offerta.
Chi è povero può avere un buono gratuito offerto dalle parrocchie o pagare 1 o 2 € al massimo.
In mensa ognuno si siede su un tavolino personale, ma rivolto verso un altro ospite, il che nel contempo evita gli attriti e favorisce la relazione. E, quando uno si alza, arriva subito un volontario a pulire il tavolo, in modo che il banco sia pronto per l’ospite successivo.
La maggioranza dei presenti è musulmana, ma dato che si mangia sotto lo sguardo di John Lennon, nelle tre versioni di rabbino e imam e prete cattolico, si sottolinea che le 3 grandi religioni monoteiste riconoscono lo stesso padre Abramo.
Vigonza, 19 gennaio 2026 Corso Daniela