Relazione
Si è concluso domenica 13 settembre 2026 il progetto “Passeggiate a Vigonza” con
la visita al “Campagnon” ampia area agricola di circa 42 ettari fra Codiverno e Pionca, racchiusa dai due rami della Tergola che si divide a Sant’Andrea di Campodarsego per riunirsi al termine della Via Murano di Vigonza.
Puntuale come sempre, una trentina di persone è partita dal Ponte delle Frassine sulla Tergola guidati del nostro socio e amico Vittorio Rampin.
Il Tergolino
Per un breve tratto abbiamo percorso l’argine dx verso sud del Tergolino (così chiamato fino all’inizio del novecento e ora solo Tergola) costeggiando una piccola area che fino al 1968 ospitava un bosco secolare di frassini e di querce di proprietà dei sigg. Bettanini, fino a raggiungere il punto di confluenza dei due rami della Tergola.
L’argine del cosiddetto Tergolino che si percorre facilmente a piedi o in biciletta da Vigonza a Torre di Burri a San Giorgio delle Pertiche è stato modificato dall’uomo per correggere le sue sinuosità e per abbassare l’alveo del fiume al di sotto del piano campagna che veniva facilmente alluvionato in caso di piogge intense. L’altro ramo della Tergola è invece l’alveo naturale del fiume che presenta molte sinuosità e anche meno portata acquea.
Prima di raggiungere il ponte Canale o Botte, Vittorio ci ha indicato le piante autoctone presenti sul posto come i frassini, i pioppi neri, i larici, i platani, i gelsi che sono molto resistenti ai cambiamenti climatici e gli olmi che purtroppo sono alle prese, per la seconda volta negli ultimi cinquant’anni, con un fungo detto grafiosi dell’olmo che li sta decimando.
Anche la fauna avicola ha trovato in questo luogo l’habitat naturale per vivere e riprodursi come l’airone cinerino, l’airone guardiabuoi, la garzetta e da qualche anno si possono vedere anche gli ibis, i cormorani, i pappagalli.
Il Negrisia
Al ponte Canale la Tergola incrocia il rio Negrisia che nasce all’altezza di Villa Selvatico a Codiverno e funge da canale di scolo irriguo per raccoglie le acque meteoriche del territorio.
Il Negrisia tramite una struttura a botte (un corso d’acqua viene fatto passare sotto a un altro senza ibridarsi) passa sotto la Tergola dove confluisce all’altezza del parco del Castello dei Da Peraga. In caso di piogge abbondanti viene attivata una installazione che funge da scarico laterale visibile in prossimità della struttura a botte.
Campi coltivati
Procedendo la nostra passeggiata verso ovest, lungo l’argine sx si apre ai nostri occhi una vasta distesa agricola coltivata che la saggezza e la sapienza antica dal suo proprietario riescono a rendere produttiva e remunerativa nonostante siccità o altri imprevisti fenomeni naturali.
Nel mezzo di quest’area esisteva, fino a pochi decenni fa, una piccola casa di mattoni cotti al sole tanto scadenti da essersi disciolti dopo pochi anni dal suo abbandono. Di questa piccola casa c’è traccia sia su vecchie mappe di Vigonza che da una ripresa area che Marco Cancian Cesco, partecipante alla passeggiata, ha promesso di farci pervenire.
Scesi dall’argine verso il piano campagna, Vittorio ha attirato la nostra attenzione per parlarci delle alberature campestri di riva e delle erbe tipiche del posto come malva, piantaggine, fiordaliso e cicorie varie.
Graticolato romano
Il breve percorso è terminato su una carrareccia rettilinea in terra battuta che molto probabilmente era l’ultimo decumano sud del Graticolato Romano di Borgoricco.
Non rispetta l’esatta direzione est-ovest, ma sapendo che tutto l’orientamento geografico del graticolato Romano di Borgoricco segue il percorso inclinato verso sud-est dei corsi d’acqua del territorio, la sua traccia prende a riferimento il sorgere del sole a est della prima decade di febbraio e il tramonto del sole a ovest della prima decade di agosto.
Questa indicazione conferma l’appartenenza del territorio vigontino al Graticolato.
Ex discarica ed ex allevamenti
Quasi al termine della carrareccia percorribile, Vittorio ci fa notare all’orizzonte nord del Campagnon e per un tratto di 300 metri, una piccolissima altura sede di una grande discarica, ora in disuso e coperta, attivata a partire dalla metà degli anni ’80.
Con un percorso circolare abbiamo rincontrato il rio Negrisia e costeggiato entro un bel sentiero alberato, una grande area dove un tempo venivano allevati visoni, poi allevati e addestrati cavalli ed ora meta di amanti del posto che occasionalmente possono organizzare feste o ritrovi conviviali.
Cave d’argilla chiuse e laghetto
Infine non poteva mancare la visita al territorio che ha ospitato le numerose cave di argilla, non proprio di grande qualità, che fino agli anni ’60 alimentavano la fornace, ora demolita, dei sigg. Bettanini in quel di Peraga.
Una sola è ancora visibile e frequentata perché si presenta come grande bacino d’acqua ricco di biodiversità. E’ meta di appassionati della pesca il cui bottino è però molto scarso per la mancanza di pesci di qualità.
Adiacente la cava si trova un boschetto di piante autoctone lasciate crescere e vivere in modo naturale.
L’area agricola, la cava e il boschetto sono di proprietà privata ma ciò non impedisce di essere percorse e visitate grazie alla benevolenza dei loro proprietari.
Tutta l’area è ben visibile nelle mappe geografiche recenti o datate che si possono trovare presso il Comune di Vigonza.
Vigonza, 21/09/2026 Franca Melinato