Sintesi dell’intervento del prof. Patrizio Zanella
Mercoledì 19 novembre il prof. Patrizio Zanella ha trattato il tema de “La Resistenza a Vigonza“.
Innanzitutto ha definito i limiti temporali in cui la Resistenza ha agito: 8 settembre 1943, firma dell’armistizio tra l’Italia e gli alleati, 25 aprile 1945, liberazione dell’Italia dal nazifascismo e fine della Seconda Guerra Mondiale in Italia.
Quindi ha spiegato che a riempire le fila della Resistenza furono per primi i disertori e i renitenti alla leva, ma che nel breve si aggiunsero partigiani provenienti da tutti i ceti sociali, uomini e donne, aggregati in Divisioni, Brigate e Battaglioni. Le divisioni erano composte da più brigate di 270- 540 combattenti, a loro volta le brigate erano fatte da tre battaglioni di 90-180 combattenti.
Al termine della guerra le divisioni hanno composto gli elenchi degli appartenenti suddividendoli Partigiani di I Vaglio o azzurri dal colore del fazzoletto che portavano (borghesi liberali, monarchici e conservatori), Partigiani di II vaglio (antifascisti del Comitato di Liberazione Nazionale CLN- socialisti, comunisti e cattolici) e patrioti (aggregati non combattenti).
A Vigonza hanno agito 3 gruppi, ossia aggregazioni di persone che operavano nella clandestinità in una precisa area geografica.
I gruppi Bagnoli-Peraga e Bragni-Reschigliano facevano parte della VI brigata Sparviero, mentre la formazione autonoma “Capriccio” era aggregata alla Brigata Trentin.
Nel paese sono stati fatti più rastrellamenti tra il 1943 e il 1944 alla ricerca di partigiani.
Il professore ha citato sia le uccisioni del socialista Enrico Zanella e dei partigiani Angelo Galato, Giovanni Vicentini e Beppino Smania operate dalle brigate nere, sia le vendette del podestà Riccardo Cavalieri e del suo autista Ottavio Menin portate a termine dai partigiani.
E non ha dimenticato di sottolineare il contributo dei parroci alla lotta di liberazione.
Vigonza , 21 novembre 2025