RELAZIONE FINALE del viaggio proposto dall’UAV tra il 26 e il 27 giugno 2025 a Gorizia e Nova Gorica, capitali europee della cultura 2025 .
Prima tappa del nostro viaggio è stata Venzone, borgo fortificato medievale, noto per la sua storia e che, dopo il restauro effettuato dopo il terremoto del 1976, è stato dichiarato monumento nazionale.
Magnifici sono il borgo medievale, dove si trova il municipio, edificato sopra una grande sala aperta su due lati , destinata allo svolgimento di attività culturali e sociali, e la fontana pubblica, sul cui basamento in marmo sono impressi i simboli riportanti gli stemmi del luogo.
Commovente la visita al Duomo ricostruito pietra su pietra, con le pietre recuperate dal crollo del terremoto. Sono ancora visibili alcuni affreschi. Vicino al Duomo si erge la famosa cripta cimiteriale dove sono conservate le famose mummie di Venzone.
I resti della grande chiesa di San Giovanni sono stati lasciati così come sono a testimonianza della devastazione del terremoto.
Imponente è la doppia cinta muraria medievale a dimostrazione dell’importanza strategica del luogo.
Interessante per la sua storia e la sua cultura, la visita alla città di Gorizia-Nova Gorica, punto di congiunzione fra le civiltà latine, slave e germaniche. Austroungarica prima della prima guerra mondiale, annessa all’Italia nel 2018, Gorizia vive in prima persona le vicende drammatiche che coinvolgono il confine orientale d’Italia durante il Fascismo e la Seconda Guerra Mondiale.
Dopo aver visitato il centro storico con i suoi meravigliosi palazzi cinquecenteschi, la famosa via Rastello, piazza Vittoria con la basilica barocca di Sant’Ignazio e il noto castello dell’XI secolo che è stato fortezza, prigione caserma, abbiamo percorso un tratto del muro di confine, abbattuto nel 2004 all’entrata della Slovenia in Europa, fino a raggiungere la Stazione Transalpina davanti la quale è incastonato nel pavimento il famoso simbolo di confine.
Se Gorizia è la città della storia e della memoria, Nova Gorica, costruita dopo la seconda guerra mondiale, rappresenta il nuovo e il futuro. Città verde, ricca di grandi palazzi e di famosi casinò.
Al ritorno, al secondo giorno, ci siamo fermati a Palmanova unico esempio di città fortezza perfettamente conservata nella propria forma di stella a nove punte; è il più importanti modello di architettura militare in età moderna. La sua pianta a stella è formata da tre cerchie murarie concentriche, due realizzate dalla Serenissima Repubblica di Venezia, composte da nove baluardi e nove rivellini, e una terza, la più esterna, composta da nove lunette, aggiunta da Napoleone all’inizio del XIX secolo.
Con l’accompagnamento della guida abbiamo ammirato la piazza centrale dove si affacciano i principali monumenti: il Duomo Dogale con la sua facciata barocca, le undici statue dei provveditori generali che hanno amministrato la fortezza, il palazzo del Provveditore Generale, allora simbolo del potere militare e civile e oggi sede del Municipio, la Loggia della Gran Guardia, che ospitava il corpo di guardia a tutela della piazza e del Provveditore, la Loggia dei Mercanti ed infine il palazzo del Monte di Pietà.
In autobus abbiamo percorso il perimetro di uno dei bastioni e a piedi il perimetro di un rivellino da cui emergeva la cupola di una delle lunette volute da Napoleone.
La città monumento è stata riconosciuta nel 2017 bene UNESCO.
Il gran caldo ha un po’ mortificato la nostra curiosità, ma la visita ha aperto nuovi orizzonti di conoscenza dei nostri vicini di confine.
14/07/2025 Franca Melinato
Di seguito trovate il pdf e le locandine.