Le Università Aperta Vigontina e Prospettive Vigontine propongono due visite guidate di altissima valenza storico-artistica:
- la mostra temporanea della Bibbia Istoriata Padovana e
- l’entrata al Battistero del Duomo di Padova.
Sono capolavori realizzati durante la signoria dei Carraresi (1318-1405), sotto il cui governo Padova visse un periodo di massimo splendore artistico e culturale.
Relazione
Grande opportunità quella avuta da una trentina di persone, nel pomeriggio di giovedì 16 Aprile, di poter visitare il Battistero della Cattedrale di Padova e la Bibbia Istoriata padovana!
Due visite guidate di altissima valenza storico-artistica con una guida d’eccezione, il Direttore del Museo Diocesano, dott. Andrea Nante.
L’evento è stato organizzato da Università Aperta Vigontina e Prospettive Vigontine ed ha visto la partecipazione di 31 persone che si sono ritrovate in Piazza Duomo e successivamente accolte all’entrata del Museo Diocesano dal Direttore dott. Nante.
L’evento è stato organizzato da Università Aperta Vigontina e Prospettive Vigontine ed ha visto la partecipazione di 31 persone che si sono ritrovate in Piazza Duomo e successivamente accolte all’entrata del Museo Diocesano dal Direttore dott. Nante.
Prima di iniziare l’emozionante visita al Battistero, una proiezione su tre maxi schermi ci ha fornito un’anticipazione sull’edificio e sul meraviglioso ciclo di affreschi che sono stati determinanti nel conferimento nel 2021 del riconoscimento di Patrimonio Unesco alla Padova Urbs Picta.
Introdotti poi nell’ampio edificio a pianta quadrata, meravigliati ed ammirati dall’opera che Giusto de’ Manabuoi dipinse intorno al 1370, abbiamo ascoltato la spiegazione appassionata del dott. Nante che per più di un’ora ci ha illustrato nei dettagli le bellezze del luogo.
L’edificio fu edificato nel XII secolo, su probabili preesistenze, subì vari rimaneggiamenti fino ad essere riadattato a mausoleo per il Principe della città, Francesco II il Vecchio da Carrara e della moglie Fina Buzzaccarini, la quale commissionò per l’appunto la decorazione a Giusto de’ Menabuoi e la cui figura compare in due affreschi del ciclo.
Le pareti riportano scene della vita di San Giovanni Battista da un lato, in parallelo con scene della vita di Gesù da un altro lato; nella cupola la scena è organizzata intorno ad un grande Cristo Pantocratore con una Madonna. Vi sono poi scene dell’Apocalisse, storie della Genesi e della creazione del mondo.
Un’esplosione di immagini e colori, non vi è un centimetro non decorato e l’emozione che si prova allo sguardo, unita alla sapiente descrizione, rimane un momento indimenticabile per tutti!
Come spesso accade, dopo la caduta della signoria dei Carraresi, i veneziani demolirono le monumentali sepolture e coprirono o eliminarono ogni riferimento ai signori precedenti, ma la ricchezza ed il fascino dell’edificio sono rimasti intatti; l’ultimo restauro risale al 2020.
Ancora con gli occhi ed il cuore colmi di tanta bellezza, ci siamo spostati nel Museo Diocesano e, saliti l’ampio scalone e attraversato lo splendido salone dei cardinali, siamo giunti nei pressi dei due espositori che contengono la Bibbia Istoriata Padovana.
Due espositori, dal momento che l’opera risulta ora divisa in due parti, la prima depositata presso l’Accademia dei Concordi rodigina, la seconda presso la British Library di Londra.
Sempre accompagnati dalle spiegazioni del dr. Nante, abbiamo ammirato questo manoscritto miniato nato nella Padova Carrarese, un’opera che intreccia parola (in volgare veneto dell’epoca) e immagine, rappresentando anche volti, paesaggi e architetture della Padova del XIV secolo.
Le miniature (ben 873 sfogliabili attraverso una postazione digitale interattiva) riflettono il linguaggio dei grandi maestri che hanno reso Padova l’Urbs Picta: Giotto, Giusto de’ Menabuoi, Altichiero da Zevio, Jacopo da Verona.
Abbiamo trascorso un paio d’ore alla scoperta di un patrimonio storico, artistico, culturale, di eccezionale bellezza che, fortunatamente, si è conservato nei secoli; dopo 700 anni ci emoziona e ci riempie il cuore e sentiamo il dovere di tramandarlo ai nostri posteri!
Vigonza, 21-04-2026 Marina Mattiazzo