Relazione
Mercoledì 24 giugno, in una calda e assolata giornata, abbiamo raggiunto l’isola di Murano per visitare una delle sue fornaci più prestigiose, la vetreria di Simone Cenedese.
Ci ha introdotti un amico della Stazione Sperimentale del Vetro, il dott. Falcone: dopo averci presentato il maestro, ci ha affidato alle cure di Tommaso e Sara, che ci hanno illustrato i vari momenti della produzione di una delle opere d’arte che il maestro Simone e i suoi lavoranti stavano creando davanti ai nostri occhi.
E’ stato veramente affascinante seguire da vicino le fasi della creazione di un pezzo unico, e vedere con quanta maestria tutti facevano la loro parte, con una coordinazione e una precisione di movimenti perfette.
Dopo la fornace, visita obbligata alla mostra delle opere del maestro Cenedese, una vera gioia per gli occhi.
Usciti dalla vetreria, abbiamo percorso Fondamenta deI Vetrai fino al ponte Longo (in restauro) e, passati sull’altra sponda del Canal Grande di Murano, abbiamo raggiunto la Basilica dei Santi Maria, Donato e Cipriano, con la sobria facciata in stile ravennate rivolta a ovest e l’abside a pianta ottagonale rivolta verso la laguna a est.
All’interno della chiesa con pianta a croce latina si ammirano lo splendido pavimento a mosaico risalente al 1141, il mosaico absidale in oro, l’altare maggiore con le statue di San Lorenzo Giustiniani e di San Eliodoro e molte altre opere d’arte.
Dopo un veloce pranzo all’Osteria da Tanduo, eccoci al Museo del Vetro, dove ci attendeva la nostra guida per la visita alle sale espositive che raccolgono oggetti in vetro dall’epoca romana fino ai giorni nostri.
Il museo è stato fondato nel 1861 ad opera del sindaco di Murano Antonio Colleoni e dell’abate Vincenzo Zanetti, che istituì l’anno successivo anche una scuola per maestri vetrai, annessa al museo.
Tra i numerosi pezzi presenti, oltre alla famosa coppa Barovier, abbiamo ammirato opere d’arte che illustrano l’evoluzione delle tecniche di lavorazione del vetro attraverso i secoli. Interessantissima la sezione riguardante le murrine con numerosi pezzi esposti e la spiegazione della particolarissima tecnica di produzione. E non mancano vetri particolari come il vetro “pulegoso” o i vetri calcedonio, vetri enigmatici, che rivelano il loro vero colore solo alla fine del processo di produzione.
Terminata la visita, ci siamo imbarcati sul motoscafo della linea 3, come al solito strapieno di gente, che ci ha sbarcati alla stazione Santa Lucia, dove siamo saliti sul treno regionale che ci ha riportato a Vigonza. Un plauso va a tutti i partecipanti per la puntualità e per la resistenza in condizioni di temperatura esterna non proprio ottimali.
Vigonza, 9/06/2026 Ruggero Basso