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Trenčín, capitale europea della cultura 2026, Cracovia, Auschwitz, Bratislava e Vienna (30 sett-04 ott 2026)

La Capitale Europea della Cultura 2026 è  TRENČÍN, una città della Slovacchia. 

Il viaggio è programmato dal 30 settembre al 4 ottobre 2026 e prevede di visitare in 5 giorni e 4 notti anche le città di Cracovia, Bratislava e Vienna e il Memoriale di Auschwitz-Birkenau.     

Poesia di  Fiorella Sorato (Vigonza, 15/10/2026) 

…semo partii de mercore,de mattina presto….
Che fora, ghe jera el buio pesto….
Co zaini,borse e chi col capeo in testa….
Parche’el jera on viaggio importante,
a anca on momento de svago e de festa!…
Semo rivai a Cracovia come scritto soa carta….
E na guida bravissima de nome Marta…
Me ga porta’ in giro dapartuto paea cita’…
pa spiegarne come che i vive desso,ma anca a storia pasada che ghe ze sta’!….
Paesassi,cese,monumenti, sinagoghe …
Tante informazion e visto tante robe….
E se penso a queo che ghe jera da magnare…
Me gavarìa vossuo do stomeghi pa fargheo stare!….
Ea nota pi dolente ze sta’ el trasferimento….
Ai do campi più conossui,de concentramento….
E qua’ ghe ze poco da commentare….
Paea tristezza che i me ga fato provare….

Semo poi stai a Trencìn …
picoeta,ma carina ,capitae dea cultura,e qua’ me sso gusta’ on super geatin😋….
Ghemo visto,Bratislava e semo passai sora el Danubio….
E ch’è el ze el pi longo d ‘ Europa,non go nessun dubio….
Ghemon visto castei ….
romantici ,medievai,sfarseschi e regai…..
Come a Vienna quei imponenti ….
Dei so imperiai regnanti ….
Ma soprattutto semo stai ben in compagnia….
Ghemo scoperto amissi,parenti, cugini e qua’: sto fer finire la poesia….
Ghemo avuo qualche picoea disavventura….
Ma co Sebastian vissin ,gnanca on fia’ de paura!…
E a sto toso speciae,tanta riconosensa!….
Pa a so bravura e pasienza!!….
Spero de no averne desmentega ‘ gnente….
Se non che so stata benissimo co tuto sto gruppo de brava zente!!!  

Relazione di Franca Melinato (Vigonza, 15/10/2026) 

1° giorno – CRACOVIA

Partiti da Vigonza ancora con il buio, abbiamo raggiunto in bus l’aeroporto di Bologna dal quale, con un volo Ryanair partito alle 8,05, siamo atterrati perfettamente in orario a Cracovia alle 9.40. 

 

Ad aspettarci c’era il bus che ci ha accompagnato per tutto il viaggio oltre ad un sole splendido ed un clima ideale, che abbiamo avuto la fortuna di trovare per tutti i cinque giorni del nostro tour; come prima tappa abbiamo raggiunto il centro città dove abbiamo conosciuto Marta, la nostra bravissima guida per tutti e due giorni a Cracovia. 

Raggiunta la porta principale di ingresso alla città dedicata a San Floriano, patrono di Cracovia, abbiamo imparato che il grande parco che si estende per una circonferenza di quasi 4 km. attorno alla città, è stato piantato dove un tempo vi era il fossato delle mura del castello, ora quasi completamente abbattute. 

Lungo la via S. Floriano che congiunge la porta al Mercato, i palazzi sono contrassegnati da rilievi raffiguranti animali, piante o altri simboli in luogo dei numeri civici.

Raggiunta la più grande piazza medievale d’Europa, al centro della quale si erge una lunga struttura di 108 m. in stile gotico un tempo dedicato prevalentemente al commercio dei tessuti, risorsa economica più importante del luogo, ci siamo soffermati ad ammirare la cattedrale di S. Maria con le sue due torri di diversa altezza. lo splendore dell’interno si può riassumere nell’ammirazione del presbiterio, interamente scolpito in legno, alto 13 m. che racconta la dormizione della Vergine circondata dagli Apostoli, sormontata dall’Assunzione e incoronazione di Maria come Regina del Cielo. Particolare interessante sono due grandi ante mobili che si aprono o chiudono a seconda delle ricorrenze liturgiche.

Siamo riusciti a sentire la famosa melodia Heinal che ricorda quella suonata nel lontano 1241 da una sentinella che riuscì così ad avvisare gli abitanti della città dell’arrivo dei nemici prima di essere trafitta da una freccia. Per ricordare questo, la melodia si interrompe bruscamente.

 

Per raggiungere il castello di Wavel abbiamo percorso una parte della famosa via Reale ora via Grodzka dove sorgono, nello spazio di poche centinaia di metri, le chiese dei Santi Pietro e Paolo dei padri Gesuiti, le chiese dei Francescani, dei Domenicani, delle Clarisse e una piccola chiesa romanica dedicata a S. Egidio.

Il Castello di Wavel affacciato alla riva sinistra delle Vistola da oltre un millennio, è uno dei complessi architettonici più affascinanti del mondo ed è assurto a emblema della Polonia. La sua storia, testimoniata nelle tante sale, è intrisa di molteplici vicissitudini che hanno accompagnato gli imperi e le dinastie nobiliari dell’est europeo.

Noi abbiamo potuto visitar la cattedrale, luogo di incoronazione dei monarchi polacchi, i cui maggiori punti di interesse sono la Cappella di Sigismondo, il Mausoleo di San Stanislao, la cripta dove sono sepolti i re polacchi e la torre di San Sigismondo con l’imponente campana di più di 12 tonnellate. Alcuni di noi sono saliti sulla torre per ammirare il panorama di Cracovia mente altri hanno riposato nel panoramico giardino che circonda il castello.

 

Dopo un breve pranzo a base delle specialità locali tra cui i famosi pierogi, ci siamo inoltrati nel quartiere universitario che si trova nel cuore della città ed è incentrato intorno alla storica Università Jagellonica fondata dal grande Casimiro III nel 1364 e nella quale studiò Niccolò Copernico; qui nel 1983 venne conferita la laurea honoris causa a Karol Wojtyla, San Giovanni Paolo II, che di Cracovia fu Arcivescovo. Nelle adiacenze si possono trovare il Collegio Maius, il cortile gotico, il museo, il collegium novum e la chiesa di Sant’Anna.

Il percorso si è concluso davanti al Palazzo Vescovile celebre per la sua ‘finestra papale’ da cui Karol Wojtyla e i suoi successori si affacciavano per parlare con i fedeli e per essere il luogo in cui Giovanni Paolo II lavorò prima di diventare papa.

 

Cracovia- Porta di San Floriano
Cracovia-Cattedrale di Santa Maria
Cracovia-Cattedrale di Santa Maria

2° giorno – CRACOVIA e miniere di sale di WIELICZKA

 La seconda giornata è iniziata con il trasferimento in tram al quartiere di Podgorze situato sulla riva meridionale della Vistola e famoso per il suo passato legato alla seconda guerra mondiale. Abbiamo imparato che la parola ‘ghetto’ in questo posto significa la repressione nazista perpetrata negli anni 1943 – 1944 quando i 70.000 ebrei residenti furono costretti a emigrare o furono deportati nei campi di concentramento. In loro memoria nella piazza principale sono state installate 70 sedie in ferro, una per ogni 1.000 ebrei. E’ resistita alla repressione nazista la farmacia il cui proprietario, dichiarato giusto fra le nazioni, ha aiutato, curato, nascosto molti ebrei. Qui vicino, ma nascosta dai palazzi di recente costruzione, c’è la famosa fabbrica immortalata dal film ‘Schindler’s List’ di Steven Spielberg. Oltre il Ghetto si possono ammirare i resti delle mura antiche di Cracovia e la maestosa chiesa neogotica dedicata a San Giuseppe.

Percorso il ponte ciclabile e pedonale sulla Vistola, decorato con sculture di acrobati sospesi, abbiamo raggiunto il quartiere di Kazimierz per immergerci nella storia ebraica di Cracovia. Oltre alle 7 sinagoghe alcune ancora dedicate al culto religioso, altre trasformate in ristorante, biblioteca o dismesse, è stato interessante inoltrarci nel luogo in cui Spielberg ha girato molte scene del suo film. In questo posto sembra che ancora oggi la storia resista alla modernità. La nostra guida Marta ci ha guidato alla sinagoga di Remuh, la più frequentata, e nell’adiacente cimitero ebreo-ortodosso delimitato da un grande muro costruito con i resti delle lapidi distrutte durante la guerra.

 

Dopo il breve pranzo, sempre a base di prodotti locali, il nostro autista ci ha portati a una delle più antiche miniere del sale a Wieliczka attiva dal XIII secolo fino al 1996 anno in cui è stata chiusa.

I 300 km. di gallerie raggiungono una profondità di 327 m.; noi siamo scesi fino a 135 m. percorrendo 3,5 km. circa, meno dell1% della lunghezza totale. Galleria dopo galleria abbiamo visto e fotografato le magnifiche sculture di personaggi storici, religiosi e di scienza che i minatori hanno lasciato a testimonianza della fedeltà al loro lavoro e per far sì che la bellezza potesse manifestarsi anche in un luogo buio e di fatica. Tutto in questo luogo ha come materia prima il sale compresi i candelabri che illuminano il percorso. Non è possibile descrivere la magnificenza e lo stupore suscitato dalla visita alle sale, alle cappelle, ai tre laghi sotterranei, alle strutture che mostrano come si lavorava, agli enormi spazi che il progredire delle gallerie lasciavano. Meraviglia fra le meraviglie è la cattedrale di Santa Kinga, lunga 54 m. tutta decorata di sculture e illuminata da 3 imponenti, magnifici lampadari di cristalli di sale.

Cracovia - Location film ‘Schindler’s List’ di Steven Spielberg
Mniera di sale - Lago
Mniera di sale - Cattedrale Santa Kinga

3° giorno – AUSCHWITZ / BIRKENAU e PIESTANY

La terza giornata iniziata con un risveglio di prima mattina necessario per raggiungere Auschwitz in tempo utile, accompagnati da una guida polacca che parla molto bene italiano avendo studiato a Bergamo per qualche anno. La visita dal vivo lascia sempre emozioni impegnative da controllare anche perché la guida stessa continuava ad emozionarsi durante il suo lavoro. E’ difficile constatare quanto gli uomini siano capaci di crimini così efferati tali da costruire interi padiglioni predisposti per la morte di altri esseri umani, anziani, bambini, malati, giovani e vecchi! Auschwitz era prevalentemente il luogo di smistamento dei deportati (qui infatti esisteva solo una piccola struttura adibita a inceneritore) mentre le strutture per una prima sistemazione e per l’eliminazione dei deportati erano nella vicina Birkenau dove le capanne, di cui esistono solo i camini in mattoni, si estendevano a perdita d’occhio.

 

Dopo il pranzo un po’ mesto in ristorante abbiamo iniziato la seconda parte del viaggio in Slovacchia per raggiungere, dopo quasi 230 km., la bella cittadina di Piešťany percorsa dal fiume Vah, da cui saremo partiti la mattina successiva per Trencin obiettivo del nostro viaggio.

Auschwitz - Il lavoro rende liberi
Birkenau
Birkenau- Resti delle capanne in cui alloggiavano i deportati

4° giorno – Castello di BOJNICE e TRENCIN

Arrivo al castello di Bojnice, con origini risalenti al XII secolo, dove ci accoglie l’unica guida che conosce al meglio l’italiano nell’arco di molti km. di distanza.

Il castello è stato la residenza rifugio di re e nobili ungheresi fino all’ultimo eccentrico proprietario, il conte Jan Palffy che, fra l’ottocento e il novecento, lo trasformò in un capolavoro neo-gotico romantico.

Dopo la morte del conte, privo di eredi, il castello fu acquistato dall’imprenditore ceco Jan Bat’a e confiscato nel 1945 dallo Stato che, dopo il restauro seguito ad un grave incendio nel 1950, lo ha destinato a Museo Nazionale Slovacco. La guida ci accompagna nelle stanze riccamente curate in ogni aspetto tra cui il salone dorato, la sala della musica, la cappella barocca, le sale riservate al conte Palffy fino all’uscita dove ci accoglie un tiglio secolare di 700 anni cha dà origine a un grande giardino realizzato su un terrieno scosceso. Percorso un breve sentiero dove è situato un pozzo del XVI secolo che un tempo era collegato a un sorgente termale sotterranea, siamo scesi nelle grotte dove è ben visibile una sorgente d’ acque sotterranea utilizzata fin dal medioevo. Nonostante l’impossibilità di utilizzare l’audioguida, la visita è proseguita mettendo tutti al proprio agio.

 

Infine, nel pomeriggio, abbiamo raggiunto la meta obiettivo del nostro viaggio: Trencin, porta d’ingresso ai Carpazi Bianchi e confine naturale della Slovacchia con la Repubblica Ceca nella valle del fiume Vah, affluente del Danubio. Cittadina di 55.000 abitanti circa, si è meritata il titolo di capitale europea della cultura 2026 per la sua capacità di programmare, per il prossimo futuro, la riqualificazione dello spazio urbano e culturale che va dal centro al fiume Vah e focalizzato sul tema “Risvegliare la curiosità”. Anche Trencin ha il suo castello dalla cui torre dell’XI secolo si potevano controllare le rotte commerciali che collegavano il Baltico con il Mediterraneo. Non si è potuto entrare, perché chiusa, nella chiesa principale ‘Piaristi’ della grande Piazza Mierovè circondata da case borghesi in stile barocco- rinascimentale, ma abbiamo potuto ammirare l’antica porta sud che dà sulla grande piazza, la Colonna della Peste, la statua di San Giovanni Nepomuceno e la splendida panoramica del Castello vista dalla piazza.

Interessante l’ingresso all’Hotel Elisabeth dal cui balcone si può vedere sulla roccia adiacente l’incisione che testimonia la conquista dei territori di Trencin da parte dell’imperatore romano Marco Aurelio nel II secolo d.c. All’interno del balcone una targa testimonia lo stesso accadimento.

castello di Bojnice
Castello di Trencin
Incisione romana s Marco Aurelio

5° giorno – BRATISLAVA e VIENNA

La guida e un vento piuttosto audace e freddo ci hanno accolto sulla collina su cui sorge la sede del Consiglio Nazionale Slovacco formato di una sola Camera con 150 deputati. Di fronte al palazzo del Consiglio è collocato il busto in bronzo di Alexander Dubcek leader della primavera di Praga del 1968 e statista slovacco.

Bratislava, bagnata dal bel Danubio, è la più giovane delle capitali europee dichiarata tale il 1° gennaio 1993 a seguito della separazione dalla Repubblica Ceca con accordi fra i poteri statali senza consultazione dei cittadini; è l’unica capitale al mondo a sorgere nei pressi del confine di due stati: a sud l’Ungheria e a ovest l’Austria. Dista inoltre solo 50 km. da Vienna.

Inizia la nostra visita dal castello che domina l’intera città la cui ricostruzione è iniziata solo nel 1953 dopo che infinite vicissitudini e uno spaventoso incendio del 1811 l’avevano distrutto. E’ il simbolo della città tanto da essere rappresentato nelle monete slovacche. Ora è sede del museo Nazionale Slovacco e utilizzato come sede di rappresentanza dal Presidente e dal Parlamento. E’ circondato da un magnifico giardino molto frequentato dai cittadini e dai turisti.

Scendendo dal castello si è potuto visitare un’antica chiesa in legno greco-cattolica dedicata a San Nicola ora in uso alla comunità ortodossa, fino a raggiungere un tratto superstite delle doppie mura medievali risalenti al XIV secolo che congiungono il Castello alla Cattedrale di San Martino; lungo il corridoio di congiunzione sono esposti targhe che raccontano dell’Olocausto o di personaggi ebraici di spicco nati a Bratislava. Più oltre sono esposti i dipinti di re e consorti a partire dal 1500 in poi.

Oltrepassata la cattedrale di S. Martino che, nonostante le vicissitudini del tempo, conserva l’originale impianto gotico e ospita al suo interno le spoglie di illustri personaggi e famiglie più in vista, ci siamo inoltrati nella piazza principale Hlaynè Nàmestie il cuore del centro antico completamente ristrutturata secondo lo stile originario i cui palazzi ospitano ambasciate estere e famosi caffè. In questa piazza abbiamo potuto ascoltare le gradevoli melodie suonate da un giovane con la fujara strumento a fiato tipico della zona.

Proseguendo verso la porta di San Michele, l’unica di quattro porte rimaste, abbiamo costeggiato antichi palazzi fra cui Palazzo Palffy in cui ha suonato Mozart all’età di 6 anni e non si poteva non fermarsi a fare acquisti di prodotti locali.

Ultima tappa al Teatro Nazionale Slovacco fondato nel 1920 dopo la fondazione della Cecoslovacchia; ospita tre compagnie: teatro di prosa, teatro lirico e balletto. Ma prima di raggiungere il teatro non si poteva ignorare la scultura del ‘Tombino’ attrazione dei turisti a Bratislava.


Dopo il pranzo breve assaggio al centro storico di Vienna raggiunto dopo aver costeggiato in bus il Danubio, o meglio il canale del Danubio, emblema della città. Il nostro accompagnatore Sebastian ci ha guidati alla cappella del palazzo imperiale di Hofburg dedicata a Sant’Agostino in cui venivano celebrati matrimoni, funerali e altre funzioni religiose, ma non incoronazioni, degli Asburgo e dopo aver costeggiato la famosa pasticceria Sacher e l’Opera di Stato ci ha lasciti liberi di passeggiare lungo la trafficatissima via dello shopping di lusso fino alla cattedrale di Santo Stefano che abbiamo visitato e da cui siamo partiti per l’aeroporto ed il successivo rientro e Venezia.

Viaggio molto riuscito e apprezzato per la simpatia e la cordialità dei partecipanti, per la buona ospitalità negli alberghi, per il buon cibo, per le tante cose belle viste e per aver imparato qualcosa di più sulla vita, la storia e le vicissitudini di questi paesi europei, così vicini a noi. E per aver scoperto, fra noi viaggiatori, parentele, riscoperto vecchie amicizie e legami.


Un grazie a tutti i partecipanti, al nostro accompagnatore Sebastian, all’autista che ci ha accompagnato per chilometri e all’agenzia Debon Travel che ci ha aiutato a organizzare il viaggio.

Bratislava - scultura del ‘Tombino’
Bratislava - musicista suona la fujara
Bratislava Staua "la Strega" in memoria delle donne uccise perché accusate di stregoneria
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